| Questo screening propone, ogni due anni, l’effettuazione del test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Tutti gli abitanti della provincia di Trento iscritti al servizio sanitario provinciale, di età compresa tra i 50 e i 69 anni, riceveranno, nei prossimi mesi, una lettera per ritirare gratuitamente nelle farmacie o nei punti prelievo del distretto sanitario di residenza un contenitore per eseguire il test. Aderire a questo programma è molto importante: quanto prima è diagnosticata la malattia, tanto maggiori sono le possibilità di guarigione. Nella maggior parte dei casi, la malattia progredisce molto lentamente (5-10 anni) a partire da piccole lesioni iniziali, chiamate polipi adenomatosi, generalmente benigni, che si sviluppano nell’intestino e che in alcuni casi possono trasformarsi in tumori maligni. Attualmente circa la metà delle persone colpite da tumore del colon-retto guarisce: con la diagnosi precoce la percentuale aumenta al 90 percento. La comparsa di sangue nelle feci, non visibile a occhio nudo, è l’unico segno precoce della malattia. Per scoprirlo si effettua il test per la ricerca del sangue occulto che consiste nel prelevare una piccola quantità di feci, inserirla in un apposito recipiente e consegnarla in uno dei punti prelievo dell’azienda sanitaria per l’analisi. Per garantire una diagnosi più efficace, l’esame va ripetuto ogni 2 anni. I due livelli dello screening 1. La ricerca del sangue occulto Consiste nel prelevare una piccolissima quantità di feci e inserirla in un apposito contenitore (kit) fornito dall'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari. Si effettua a casa propria e non sono richieste preparazioni o diete particolari. Per garantire la massima efficacia il test va ripetuto ogni 2 anni. Non è necessario eseguire il test del sangue occulto se negli ultimi 5 anni sono stati eseguiti una colonscopia o un esame radiologico del colon, oppure se si appartiene a particolari categorie soggette a specifici protocolli di sorveglianza, come ad esempio familiari di primo grado di pazienti con cancro colonrettale o pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali. Nella maggioranza dei casi (circa il 95%) il test del sangue occulto risulta negativo, cioè non si riscontra la presenza di sangue nelle feci. In questo caso la risposta sarà inviata dall'APSS direttamente al domicilio dell'utente. Tuttavia anche in caso di esito negativo, poiché non tutti i tumori in fase iniziale si manifestano con sanguinamento o, se presente, questo potrebbe essere intermittente e non rilevabile al momento del test, è bene contattare il medico di famiglia se si dovessero presentare: - modificazioni recenti e persistenti delle abitudini intestinali
- presenza di sangue nelle feci riscontrabili a occhio nudo
- sensazione di ingombro rettale persistente dopo l'evacuazione.
In caso di positività (circa il 5% dei casi), cioè se viene rilevata la presenza di sangue nelle feci, non necessariamente è presente un cancro. Talvolta sono presenti altre lesioni (emorroidi o processi infiammatori) di natura non tumorale o lesioni benigne, come i polipi, la cui rimozione effettuata durante la colonscopia può prevenire il cancro. 2. La colonscopia Le persone con test positivo saranno contattate telefonicamente per fissare un appuntamento con uno specialista in gastroenterologia nel distretto sanitario di appartenenza. Durante il colloquio con il medico saranno chiarite l'utilità e le modalità dell'ulteriore approfondimento diagnostico: la colonscopia. È un esame che permette di osservare, con uno speciale apparecchio denominato colonscopio, il tratto inferiore dell'apparato digestivo, cioè il colon o grosso intestino. L'esame è sicuro e ben tollerato. La colonscopia potrà essere effettuata all'ospedale S. Chiara di Trento o al S. Maria del Carmine di Rovereto. Al termine del percorso diagnostico-terapeutico sarà data indicazione per i successivi controlli. Il cancro del colon-retto Il cancro del colon-retto è, in Italia come in Trentino, un tumore molto diffuso e la seconda causa di morte per tumore (la prima nei maschi è quello del polmone mentre nelle femmine è quello della mammella). Il rischio di ammalarsi aumenta progressivamente dopo i 50 anni: il 90 percento delle diagnosi avviene dopo questa età. Un maschio che vive 80 anni ha circa il 5 percento di probabilità di sviluppare questa malattia, una donna poco meno. Il rischio aumenta di 2-4 volte per chi ha un familiare di primo grado che ha sviluppato questo tipo cancro. Inoltre, in questi casi si manifesta con circa 10 anni di anticipo. Per ulteriori informazioni rivolgersi a: - numero verde 800 24 36 25, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 - medici di famiglia, farmacie e unità operative di assistenza primaria dei distretti sanitari - siti internet: www.apss.tn.it e www.osservatorionazionalescreening.it Il test del sangue occulto, il colloquio ambulatoriale e la colonscopia sono gratuiti ed effettuati senza impegnativa. |